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ULTIME NEWS

SPECIAL OLYMPICS E VIVERE SPORT

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“Trent' anni fa dicevano che non eravate in grado di correre i cento metri.

Oggi, voi correte la maratona.

Trent' anni fa, dicevano che dovevate rimanere chiusi negli istituti.

Oggi, siete di fronte alle televisioni di tutto il mondo.

Trent' anni fa, dicevano che non potevate dare un valido contributo all' umanità.

Oggi, voi riunite sullo stesso terreno dello sport nazioni che sono in guerra...”

Eunice Kennedy Shriver

Giugno 1999, North Carolina

Special Olympics

La Special Olympics International nasce nel 1968 negli Stati Uniti per volontà di Eunice Kennedy Shriver, sostenitrice per più di tre decenni del miglioramenti delle persone con ritardo mentale, in occasione dei Primi Giochi Internazionali tenutisi in Illinois. Qualche anno prima (1960) Eunice Kennedy, organizzò una giornata di gioco e sport esclusivamente per ragazzi disabili e si accorse immediatamente che questi ragazzi erano molto più capaci nelle attività fisiche di quanto molti esperti ritenessero. Nei primi anni lo S.O. fu finanziato dalla Fondazione Kennedy e da vari enti. Attualmente la Fondazione Kennedy non sostiene più economicamente il S.O.I. ma continua a condividerne i principi e ad estenderli in tutto il mondo.

Nel Dicembre del 1971 la Commissione Olimpica degli Stati Uniti conferisce l' approvazione di usare il nome “Olympics”, l' unica organizzazione ad essere autorizzata ad utilizzare questo nome.

Special Olympics è, quindi,un programma internazionale di allenamento sportivo e competizioni atletiche per più di un milione e mezzo di ragazzi ed adulti con ritardo mentale. Nel mondo sono 165 i paesi che adottano il programma Special Olympics.

In Italia Special Olympics è stato inserito nell' ambito dell' attività della Federazione taliana Sport Disabili ( FISD) per circa 15 anni.

Dal 1 Ottobre 2003 , Special Olympics ha raggiunto una maggiore autonomia approvando uno Statuto con il proposito di dare un maggior risalto a tutto il movimento ed una maggiore diffusione del suo messaggio di gioia e di speranza.

Special Olympics è riconosciuto dal Comitato Olimpico Internazionale, così come il Comitato Paraolimpico. Le due sono organizzazioni separate e distinte. Diverse le premesso, diversa la filosofia che muove le due organizzazioni. Mentre il Comitato Paraolimpico opera coerentemente con i criteri dei Giochi Olimpici con gare competitive riservate ai migliori, Special Olympics ovunque nel mondo e ad ogni livello (locale, nazionale ed internazionale), è un programma educativo, che propone ed organizza allenamenti ed eventi solo per persone con ritardo mentale e per ogni livello di abilità. Le manifestazioni sportive sono aperte a tutti, sulla base di regolamenti internazionali continuamente testati ed aggiornati.

Le discipline seguite dallo Special Olympics son innumerevoli ed ognuna possiede un proprio regolamento: atletica, judo, nuoto, bocce, sci alpino, sci nordico, corsa con le racchette da neve, snowboard, pallacanestro, equitazione, pallavolo unificata, tennis, tennis tavola, calcio a 5, calcio a 7, calcio a 11.

La “missione” di Special Olympics

La missione di questa organizzazione è di promuovere gli allenamenti e la pratica dello sport olimpico per individui con difficoltà mentali, dando loro continue opportunità di sviluppo fisico e psichico, facendo loro dimostrare coraggio, capacità, e creando sempre nuovi motivi per gioire insieme alle proprie famiglie, ai propri amici e a tutta la comunità. Il fine ultimo di Special Olympics è quello di dare, alle persone con ritardo mentale, la possibilità di diventare cittadini utili alla società e quindi accettati, apprezzati, e rispettati dall’intera comunità, donando autostima e sicurezza. Lo spirito di Special Olympics trascende, così come fa la disabilità, tutte le razze, le nazionalità, i confini geografici, le età o le religioni.

Il motto dell’atleta Special Olympics “ne racconta lo spirito”:

“Che io possa vincere ma che se non ci riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze”.

Vivere Sport: la parte sportiva dell' Associazione Vivere

“Nasce tutto da una sfida: cinque ragazzi e due allenatrici. Dopo tre anni di allenamenti tre volontari propongono l'iscrizione alla Special Olympics divenendo così un Team sportivo a tutti gli effetti, con l' opportunità di partecipare a gare, incontri o manifestazioni agonistiche.

Vivere Sport si tessera per la prima volta a Special Olympics nel 2004 contando circa  dodici atleti e otto volontari tra dirigenti ed allenatori. Il gruppo ha inizio con una squadra di pallacanestro e due coppie di bocce.

Oggi, a 10 anni dalla prima gara, siamo circa novanta tesserati ed abbiamo:due squadre di pallacanestro unificato (che vuol dire che giocatori con disabilità e partners normodotati volontari giocano insieme), due gruppi di bocce, due gruppi di nuoto, uno di calcio a cinque unificato e un gruppo di nostri amici di Biella di equitazione per un totale di circa settanta atleti. Gli allenamenti si svolgono settimanalmente, oltre al gruppo di Biella, in strutture sparse per il territorio (Chieri, Riva presso Chieri, Pino Torinese e Santena) e diversi dei nostri atleti sono stati segnalati dai servizi socio assistenziali.

Le gare, oggi, non fanno più paura. Nel 2008 abbiamo partecipato per la prima volta ai Giochi Nazionali di pallacanestro a Biella ...e dopo tutti questi anni, sacrifici ed allenamenti siamo stati ripagati di uno sconvolgente, fantastico ed emozionante primo posto promuovendo Vivere Sport campioni d'Italia nella specialità “Giochi Speciali”.

Nella nostra storia non possiamo dimenticare anche i Giochi nazionali del 2011 a La Spezia dove ci siamo presentati con la squadra di pallacanestro e due atleti di nuoto raggiungendo ottimi risultati. Nel 2012 abbiamo, invece, gareggiato ai Giochi Nazionali a Biella con il nuoto ed il basket unificato e l’equitazione (conquistando la prima medaglia d’Oro di tutta la manifestazione)…anche in questo caso ci sono stati ottimi piazzamenti per tutti!!

Nel 2013 abbiamo preso parte ai Giochi Nazionali di pallacanestro a Cagliari e di nuoto a Viterbo.

Nel 2014 la nostra delegazione si presenterà ai Giochi nazionali a Venezia e La Spezia con una delegazione di 72 persone…

...Ma la soddisfazione va al di là della classifica... l' importante è l' impegno che cresce ad ogni gara, lo spirito di squadra che è sempre più forte ed i nostri genitori che poco alla volta stanno diventando i nostri più grandi sostenitori...”

Seguiamo questi ragazzi, ormai, da quattordici anni e possiamo dire che l'attività sportiva è sicuramente uno strumento non solo di riabilitazione ma soprattutto di socializzazione.

Socializzazione perché le gare di cui noi siamo gli organizzatori coinvolgono l' intera comunità, socializzazione perché gli atleti conoscono altri atleti, si fanno nuovi amici e l’attesa della gara non è solo questo... è l’attesa di ritrovare e riabbracciare un amico, di confrontarsi sul campo di giocare una partita e poi stringersi la mano, …socializzazione perché i genitori conoscono altri genitori, gli allenatori conoscono altri allenatori e allora ci si abbraccia e ci si confronta su problemi e ostacoli, ci si da consigli e ci si ascolta… perché sono tutte persone speciali…

Riabilitazione perché vediamo scavalcare alcuni limiti fisici dei nostri ragazzi. Molte azioni che prima sembravano impossibili ora sono la base di alcuni esercizi: equilibrio, coordinazione, visione d' insieme, testa sott’acqua, autonomia nello spogliatoio...

Noi, allenatrici e allenatori, che abbiamo visto nascere questo Team, che abbiamo ripetuto esercizi fino alla nausea per farli diventare patrimonio dell'atleta, che abbiamo pianto alla prima vittoria, che abbiamo accompagnato in ogni passo I nostri ragazzi e che siamo pronti a tendere una mano a quelli che si fermano per riposare siamo fieri dei nostri grandi atleti...perché lo sport non ha limiti né frontiere...lo sport unisce e fortifica...e I nostri atleti sono forza pura...”

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